CARLO CARRA'
da L'ALMANACCO DEGLI ARTISTI - vol. III . 1932 - pagg.34-44
EDITORIALE
"VEDUTE SULL'ARTE ITALIANA ODIERNA"
ORIENTAMENTI E DEVIAZIONI

    Col presente scritto ci proponiamo due fini: far vedere quali sono i problemi spirituali dell'arte italiana odierna, quali gli orientamenti e le deviazioni.
    Per far ciò non abbiamo bisogno di dividere gli artisti in tante categorie, gruppi e sottogruppi, tendenze e affinità, chè questo sarebbe un modo pratico e assai sbrigativo.
    Dottrine a buon mercato ne circolano molte, e spesso con pretesa conoscenza di cose alte. Ma appunto perciò non faremo questione di tendenze, vecchie o nuove.
    Ammettiamo che certe tendenze possono aver valore di sintomi sociali, ma del tutto transitori. Sono tutt'al più la prova di un certo fermento. Che questo fermento sia necessario per l'avvenire dell'arte italiana può anche darsi, ma affermiamo avanti tutto che quello che conta non sono tanto i "movimenti", quanto le personalità artistiche che in un modo o nell'altro, dentro o fuori i movimenti, si manifestano.
    Non dimentichiamo che molti credono di essere artisti moderni pel fatto che biascicano forme credute moderne. Ne segue che l'arte come affermazione di esigenze spirituali vitali trascende le ragioni temporali, anche se i mezzi d' espressione cambiano per successo di tempo.
    Riconosciuto ciò non dovrebbe essere difficile intendere; che noi vogliamo creare una base spirituale al moderno linguaggio plastico.
    Così non dovrebbe essere difficile intendere che certe vecchie situazioni si ripetono sotto forme nuove e che ai vecchi trucchi se ne sostituiscono dei nuovi. Costoro, non dobbiamo mai dimenticarlo, cercano di sfruttare il momento usando quella forma di entusiasmo diabolico che è una fra le molte mantere atte a confondere la verità dei fatti.
    L'astuzia interessata ha infatti origini e forme varie ed è, per il pubblico di difficile identificazione. Così prosperano insieme in questo momento l'insincerità e la fede.
    Da una parte le idee e le posizioni artistiche si chiariscono, dall'altra si intorbidano e si abbuiano. La modernità è talvolta una comoda passerella per gli ignoranti.

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    Rifacciamo un passo indietro nel tempo, e diciamo che la generazione che ci ha preceduto, impregnata com'era di materialismo ha servito a togliere al popolo italiano quell'ultimo vestigio di conoscenza dei valori artistici che le epoche precedenti bene o male gli avevano lasciato in retaggio. Ma oltre a ciò vi sono, come dicemmo, quelli che ripetono sotto forme nuove, i vecchi trucchi.
    Manifestazioni dell' arte moderna vengono ancora dagli italiani spesso fraintese. Il pubblico nostro non sa più distinguere, in fatto d'arte, il vero dal falso. Così le forze artistiche della Nazione non trovano quell'atmosfera che è necessaria al loro sviluppo e l'arte moderna vien rigettata senza essere presa in esame. Così è pur sempre compito della generazione che, sin dal principio si propose di ridare all'arte figurativa italiana un substrato di vera modernità, rimettere in discussione il problema della rieducazione artistica nazionale.

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Ciò che il sole è per la vita, l'arte è per l'uomo.

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