Questa benedetta pittura non mi sembra più arte per i nostri tempi: costa troppi soldi, occupa troppo spazio! io non ho pazienza per tutti i suoi intruglioli. L'olio puzza; le cornici s'impolverano, si screpolano; dopo tre anni i colori, i più belli, sono ridotti spazzacamini!
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Ma soprattutto non si sa se c'è ancora un gusto negli amatori e che cosa essi vogliono: ho sentito che non vogliono più donne alla toletta; vogliono armigeri. Non vogliono più dunque nemmeno Tiziano, si, perché "Venere alla toletta" è Tiziano. Armigeri ? Dalli gli armigeri, dalli gonfi e tosti. Non son bastati tutti i Michelacciacchi, ossia gli scopini urbani delle briciole di Michelangelo…Eppoi, dopo tutto, basta anche di questo Lacoonte, troppo torso del Belvedere, troppo Fidia.
Vedete? Non van più gli antichi Maestri. Se io esamino la mia coscienza, e lo faccio, toh, adesso senza paura! nemmeno io so più chi mi piace.
Dei moderni? Sono trent'anni che si giuoca al bluff! Boccioni predicava bene e razzolava male.
Efficacissimo a parole come non è del resto lui soltanto, ma anche lo Soffici; efficacissimi demolitori, ma poi, dopo ? Cosa realizzò Boccioni ? Sia con il suo "Grottesco" che con "Materia" o con "Figure a tavola" o con le altre cose tutte da ridere senza misericordia ? Sillabario, fu, il caro Boccioni, non altro che Sillabario nel senso che un triangolo in un naso, ce lo vedono tutti i ragazzi che si mettono a disegnare per la prima volta.
Bluff il cubismo, il futurismo, e tutto il resto venuto di poi. Bluff, tutto bluff. Chi non ci crede alzi il braccio! posso anche sotterrarlo con un uragano d'argomenti dimostrativi.
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Quindi, una delle due: o accademia o bluff.
Se quel che è vecchio ci ha stancato, quel che è nuovo è bluff.
Ci sarebbe, per pietà, una terza stradicciuola da battersi dalla gente sincera ?
- Non c'è, caro Bartolini, e tu stesso, modestamente, sei andato cercandola: hai perso tempo e fatica: Meglio era andare a comprare le uova dai contadini, piuttosto che andare a perdere tempo in campagna a disegnare e a dipingere!
Mestiere scellerato! Chi mi ripaga la gran fatica che ho fatto a trascinare il baulletto della cassa dei colori, al vento, piova, bel tempo, sole che spaccava i sassi ? Il diavolo mi ripaga!
Dipingere ? Oggi la "famula" (fama-tremula) di un pittore dura tre settimane! Poi ti buttano nel mondezzaio pieno di promesse, speranze ed altri tagli dell'Eco della Stampa.
Si può, vale la pena sacrificare la propria esistenza, fare sforzi per anni ed anni, onde aver poi, ai premi, tre settimane di notorietà ?
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Ma è dunque così, è così morto questo tema, che casca da tutte le parti ?
Bah ?! Proviamo una soluzione, vediamo:
Proviamo a dire che la pittura è un'arte abusata e che gli uomini non l'amano più. Dall'indifferenza degli amatori, dalla stessa ignoranza dei pochi fanatici che sono rimasti ad occuparsi delle arti figurative, è nato il disgusto, negli artisti, e la riluttanza loro a ponderare e a sacrificarsi nell'insistere in domandare alla Natura.
Cosa vuoi più sudare, cosa vuoi più patire la fame ? Cosa vuoi più discervellarti come Masaccio, che farneticava al lume dello stoppino a disegnare anche di notte ? : Altri tempi erano quelli. Mio caro Bartolini, tutti "se ne fregano oggi di Masaccio". Prova a dire a una ragazza dell'alta aristocrazia: andiamo a vedere Masaccio. Ti risponderà: andiamo al cinema sonoro.
Non so se tal gente va a vedere la pittura circumvisionista (o circonfusionista) ma se ci va, va pel baccano trappolaro, il baccano cosa centra con lo spirito delle belle arti ?
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Ripigliando il filo: avevo detto "Arte abusata".
Intendo riferirmi a quell'abuso delle immagini per cui appena hai messo il naso fuori di casa, al mattino - ecco, nelle pareti dirimpetto casa tua, la tappezzeria nuova delle affissioni giornaliere: sono disegnacci, figuracce, brutte immagini che ti rompono i corbelli tanto più quanto meno le vuoi vedere: Tocca di sprecarci le prime occhiate della giornata.
Vai al caffè ? eccoti giornali e riviste, pieni di figure: in quello di oggi c'è " Il Muro delle lacrime, origine della contesa tra gli arabi e gli ebrei a Gerusalemme".
Cosa importa a me del Muro delle Lacrime ? Ma intanto l'occhiata ce l'ho buttata.
Compro una scatola di cioccolatini: ecco pupi di qua, pupi di là, fiori, decorazioni, colori, diavoli dentro e fuori: se si potesse fare a meno di tante brutte immagini!
Non basta: o rientro nella camera o vado al mio lavoro : alle pareti ecco, daccapo, ritratti, figure, fotografie, ecco. Non voglio vedere e per forza c'è da dover vedere. Ossessione! Poso gli occhi sulla carta asciugante ed ache in questa sona rabescate a stampa certe foglioline nere che fanno schifo!
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La fotografia, il cliché ci han fatti tali bei regali.
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Viene voglia, dopo tanto di chiudere gli occhi non vedere più nulla, desiderare soltanto il bianco, la parete nuova, il niente. No, eh!, c'è il critico d'arte che ti raccomanda d'andare a vedere la esposizione delle acqueforti di Bartolini.
Fossero anche di Gesù e Maria, di Rembrandt in persona, io non ci vado: ho gli occhi saturi di immagini! Fossero anche i disegni del Pisanello o del Giambellino: non c'è piùvoglia di guardare niente. Questa è la verità.
LUIGI BARTOLINI
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