G. C.       Firenze ermetica

    Se vuoi affacciarti nel vasto mondo degli incantesimi spirituali ficca il naso oltre le vetrine dell'antico caffè Giubbe Rosse ove questo mondo è contenuto e vi troverai rincantucciati i più eccezionali travestimenti artistici dell'arte italiana. Questo fumoso caffè un tempo frequentato da Papini, Soffici, Palazzeschi, Prezzolino, Tavolato, Reghini ecc., ha subito la metamorfosi di numerose lavature intellettuali e sembra che gli artisti che colà avevano un tempo attitudini di potenti megafonisti abbiano lasciato in eredità una scialba melanconia insieme ad un aristocratico riserbo agli attuali addomesticati clienti.

    Tu vedi troneggiare Felice Carena rimpannucciato di vistosi abbigliamenti letterari dopo il recente premio d'America; anche Raffaello Franchi, una volta rivoluzionario, è curvato a morte su un microscopico foglio di taccuino per strappare alla distrazione del proto il codicillo crumiro; Alberto Carocci fa osservare con un certo tono di distinzione la sapiente imbottitura dei suoi pastrani romantici; e il pittore Colacicchi scivola con le sue scarpe di gomma su sdrucciolevoli piani metafisici.

    Dove sono i futuristi ? Bisogna andarli a cercare col lume delle nostre supposizioni in qualche più aristocratico ritrovo del centro ove più impazziscono gli "splendori geometrici" e le donne eleganti. Troverai il pittore Antonio Marasco che si gusta il superlusso dei caffè di via Tornabuoni accoccolato su morbide poltrone di fantasia. Egli discute da solo senza interlocutori e senza risposte abituato a questo da una paurosa e continua ginnastica cerebrale.

    Thajaht lo vedi soltanto al volante della sua ricca automobile che si porta a spasso un busto in acciaio del Duce.

    Chi non ricorda il pittore Scardazzini che assapora le sue brevi vacanze a Firenze ? Se vuoi essere ospite dei suoi principeschi appartamenti spirituali sfoglia l'album dei suoi trionfi suprematisti di Basilea, di Losanna e di Berlino e vedrai che "crivellature nei crani dei benedetto croce" !

    Ma se vuoi stimolare fortemente la tua curiosità fai un girettino nelle piccole "gargotte" fuori mano o nei caffeini paesani dove insieme al verde delle bottiglie, alle caffettiere di latte e agli omini addormentati con la pipa di coccio in bocca troverai sull'intonaco dei muri qualche disegno a carbone di Achille Lega.

    Kiribiri addiziona da Donnini gli equilibrismi morali dei suoi adulteri e i "cappuccini" ingoiati durante le ventiquattro ore. L'acquafortista scenografo Celestini prepara il "vernissage" delle sue sorprendenti trasformazioni avanguardiste per la prossima riapertura dell'Accademia dei Fidenti. Lo scultore Moschi rincorre, sprezzante dei suoi polmoni, i sogni per essere inquadrato purchessia in una nicchia del Sindacato degli Artisti.

    Pattuglie agguerrite di giovani queste, di artisti difficilmente "abbordabili" se non sei fiorentino e pratico dell'ambiente perché ognuno di loro è provvisto della sua brava "lampadina tascabile d'ironia" - come dice Martinetti - ch'è pronta a fulminarti senza misericordia. Vai a stuzzicare putacaso Rosai, Marasco o Pucci se sei già rassegnato a incassare un cazzotto polemico nello stomaco.

    Bisogna addirittura "a rapporto" per potere avvicinare Soffici, Andreotti, Maraini, o l'architetto Ponti anche perché non sai dove trovarli; o per meglio dire sono sempre "in commissione".

    Sei o non sei amante delle passeggiate archeologiche ti tocca, se vuoi individuare le diverse sfumature della produzione artistica fiorentina, visitare anche lo studio di Lucio Venna che ti allinea in bella mostra il numeroso repertorio delle sue trovate stradali; e poi Forenzona, Nerino, Primo Conti che sono appartati dai caffè della repubblica letteraria ed artistica e che con tutti i loro misteri sembra che si vogliano preparare ad una guerra di "rivincita". Se poi desideri una "resa a discrezione" cerca i giornalisti ed affini e fra questi i più in vista come Bucciolini, Luchini, Samminiatelli, Ottolenghi ed avrai finalmente di che poter guarnire il tuo attaccapanni giornalistico con vecchi e nuovi vestiti cronografaci.


                                                                                                      G.C.

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