Nel rispondere ad un quesito così importante mi attengo soltanto a quel ramo dell'arte in cui ho una competenza specifica.
Per quanto ritenga il momento attuale artistico molto confuso per la lotta non tanto delle tendenze, quanto degli organismi in trasformazione dal vecchio al nuovo, sono ottimista sull'avvenire dell'arte italiana. Non solo, ma dovrei dire che sono convinto della bontà dell'indirizzo che va prendendo l'arte italiana per merito dei giovanissimi; i quali han saputo raccogliere le migliori eredità delle scuole rivoluzionarie proprie della generazione della guerra. I legami spirituali fra questi giovanissimi e noi che facemmo battaglia già prima della guerra contro gli ultimi ottocentisti, sono venuti stringendosi in modo naturalissimo e quindi senza tirannia di teorie o di modi tecnici. Finalmente i giovani capiscono che l'arte non è una chiesuola, o un campanile, o una moda, ma un vastissimo paese molto vario e complesso abbracciato da uno sconfinato orizzonte.
Dicendo che il momento è molto confuso pensavo che tale deve sembrare a chi non conosce come stanno le cose, perché noi artisti lo sappiamo benissimo. Perciò questo rifiorire di vecchie pretese, che credevamo seppellite per sempre; questi antichi ufficialismi artistici che tentano di riprendere il comando, e negano tutta una gioventù ardente e vitale, vanno combattuti da noi che già li combattemmo e dai più giovani di noi sopra un fronte unico, il fronte dell'arte vera. Le particolari discussioni artistiche si riprenderanno poi in clima più respirabile.
Ma, il pubblico grosso, che è spettatore di una battaglia così disuguale per metodi e per forze, è certo non possa fare a meno di vedre il tutto assai confuso e impreciso.
Noi vorremmo che lo Stato Fascista, come in tutti gli altri campi ha saputo affidare il comando in mani giovani e fedeli, diffidando delle vecchie casacche politiche rivoltate, seguisse anche nelle nostre cose questo concetto di diffidenza verso i sopravvissuti del secolo passato. Le glorie di quel secolo si conoscono: le abbiamo noi stesse rivalutate e spesso scoperte e spesso ostentate con la nostra calda ammirazione negli ultimi anni di vita.
E qualche grande artista ancora vivente ha tutta la nostra ammirazione. Ma sono pochi.
Si abbia fiducia nella gioventù.
C. E. OPPO
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