GERARDO DOTTORI

     Gli artisti hanno delle magnifiche qualità morali: sono buoni, generosi ed onesti (il piantar qualche chiodo non dipende da disonestà ma da miseria). A queste virtù però fanno da rovesci alcuni difetti gravissimi: maldicenza, invidia, ipocrisia.    
Le virtù sono innate i difetti acquisiti.    
Si osserva poi che la grande maggioranza degli artisti, giunti ad una certa età, si ammalano di stomaco e diventano quindi nevrastenici.    
La ragione non certamente ultima di tutto ciò va ricercata nel loro modo di vita. Essi passano i loro giorni tra lo studio, il caffè, il corso e qualche salotto, fabbrica di maldicenza.    
Questo modo di vita, a cui si condannano gli artisti giovani influisce enormemente sulla loro personalità fisica e spirituale. Il sedentarismo soffoca l'intelligenza e limita la fantasia.    
Ed a questo modo di vita si deve, se la maggior parte della produzione attuale - specialmente delle arti plastiche - è terra terra, basata sull'episodio sul dettaglio, sullo "spezzettamento" della natura.    
Un rimedio salutare sarebbe quello di far volare gli artisti, il volo è la prova del fuoco per la fantasia. Se c'è si desta, se non c'è, non si deve pretendere di professar l'arte.    
Se un pittore, per esempio, dopo aver volato per sei ore a duecento all'ora, sul mare e sulla terra, riscendendo avesse il fegato di dipingere il quadratino di pesci o di pere, dovrebbe essere dimesso d'autorità dalla professione ed affidato a qualche padrone di barbieria.    
Un uomo intelligente e fisicamente sano, odierà dopo mille chilometri di volo, il caffè, il corso ed il salotto.    
Far volare gli artisti e temprarne nervi e misurare il coraggio col farli pilotare dai più audaci e temerari aviatori: quelli che sanno tracciare dei bizzarri e magnifici arabeschi di velocità-colore, sugli azzurri strati tesi del cielo.    


                                                                                           GERARDO DOTTORI

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